I pensieri potenzianti
Le partite si vincono prima di giocare
Prendo spunto per sviluppare questo importante argomento di “psicologia specifica” da un commento fatto da uno dei nostri lettori su esperienze di vita tennistica vissuta.
Sì,perchè secondo me la vera psicologia utile ad un giocatore di tennis,oltre a quella classica che però alcune volte ha il difetto di sembrare distante dalle vicende del campo,viene assolutamente partendo da casi ed esperienza di vita vissuta sul campo:partendo da quello si possono trovare soluzioni e motodologie di approccio al problema.
Il commento in questione lo trovate qui,ma vi riporto tutto il testo integrale di domanda e risposta:
“Ciao Max
Vincevo 5-0 con un giocatore meno bravo di me, ad un certo punto il mio avversario, giustamente, è diventato leggermente, ma leggermente piu’ aggressivo, e a me allora è venuto un pensiero negativo, e cioè che avrei dovuto faticare un po di piu’.ho vinto il primo 6 3 ma ho perso la mia sicurezza ed i miei colpi ne hanno risentito, morale , ho perso al terzo set.Mi fai qualche esempio di cio’ che avrei potuto fare e che non ho fatto? Grazie fin d’ora.
——
Max
Come ho detto poco tempo fa ad un mio allievo (che per fortuna ha vinto al terzo) la prima cosa che bisogna avere sempre bene chiara in mente è che a tennis si giocano 3 set e tu devi essere sempre mentalmente pronto a faticare e giocare tre set,fin dall’inizio.Se riuscirai avere questa psicologia il pensiero di dover faticare di più non è pensiero negativo ma normale routine.Ciao
“
Quello che ho scritto nella risposta al commento del lettore penso veramente che sia uno dei “pensieri potenzianti” migliori che ognuno di noi possa avere per poter dare il meglio di sè nella partita cha andrà ad iniziare.
Cos’è un pensiero potenziante?
La gestione dei nostri pensieri prima di un match di tennis ritengo sia una attività basilare per poter influenzare la nostra prestazione.
Tutti noi appena prima di entrare in campo avvertiamo sicuramente un pò di “tremarella”,è naturale (anche Federer e Nadal hanno fifa….) e sarebbe altamente controproducente non sentire alcun tipo di tensione nervosa prima di una sfida poichè questo ci porterebbe ad arrivare all’inizio del match già “scarichi”.
In questo clima di tensione che la nostra mente avverte possono “navigare” moltissimi pensieri…
Attenzione però ai pensieri che permettiamo di navigare nella nostra testa!
Infatti i pensieri che ci passano per la testa in questi momenti delicati possono avere un potere immenso,che può essere positivo (allora saranno pensieri potenzianti della nostra futura prestazione),oppure possono crearci molti problemi nel match che verrà (allora saranno pensieri depotenzianti).
Un pensiero potenziante è quindi un concetto che ci aiuta a migliorare la partita di tennis che giocheremo!
Sapere quindi riconoscere e indirizzare i pensieri a noi più utili per la nostra prestazione è basilare se vorrò avere le possibilità massime di “giocarmela fino in fondo” ,facendo in modo che la nostra mente giochi PER noi e non CONTRO di noi.
Come sfruttare la forza dei pensieri potenzianti
Una volta compreso la grandissima utilità,ai fini della nostra performance,di alcune strutture di pensiero rispetto alle altre,dobbiamo assolutamente passare alla fase di “allenare” anche la nostra mente a pensare in un determinato modo rispetto ad un altro.
Il procedimento è pressochè identico a quello che utilizziamo per apprendere un colpo: all’inizio dobbiamo sforzarci e ripetere,ripetere,ripetere….e ad un certo punto lo sforzo diminuisce ed entra l’automatismo.
La stessa cosa accade con i pensieri,perchè dobbiamo creare l’abitudine al pensiero che “ci porta più vicino alla vittoria” rispetto a quello che ci allontana dal nostro obiettivo e questa abitudine dobbiamo crearcela solo noi,non ci sono guru o santoni che ci possono facilitare.
Per cui:
Identificate i pensieri potenzianti che vi possono essere utili,soprattutto durante le fasi difficili del match
Vi faccio alcuni esempi:
- Le partite durano 3 set e sono pronto a giocarmela per tutto il tempo necessario
- Ho perso questo punto,(game,set),ma la partita è ancora lunga e sono disposto a giocarla fino in fondo
- La partita diventa difficile: accetto la sfida e vediamo chi è più duro…
In generale vi posso dire che,per mia esperienza,indipendentemente da tecnica e tattica:
Essere mentalmente disposti a fatica,concentrazione e sacrificio per tutto il tempo necessario per vincere un match è il vero pensiero potenziante per eccellenza
(Nadal dovrebbe insegnare qualche cosa…)
Questa abitudine a “caricarsi positivamente” dovrebbe partire già nell’attivazione mentale pre-gara,perchè il riscaldamento prima di una partita non deve essere solo fisico e tecnico,ma deve essere soprattutto mentale.
Un riscaldamento mentale ottimale deve crearvi emozioni positive e motivanti,deve rendervi pronti alla battaglia.
Prendete sempre esempio dagli sport di combattimento diretto (boxe,karate,savate ecc.): lì se non entrate carichi mentalmente….sono dolori veri.
Il tennis è uno sport di combattimento indiretto,se non siete pronti prenderete botte “metaforiche”,ma alla fine … perdere fa male!
9 Commenti a “I pensieri potenzianti”
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25 July 2010 1:17 pm
Grazie Max,veramente molto bene illustrata questa attitudine mentale. Ma che ne pensi della concentrazione necessaria comme attrezzo per mettere in pratica quest’attitudine alla Rocky ? Sto facendo allusione alla strategia come visione del piano di battaglia ed alla tattica come elemento di concentrazione et di creatività e qual’é finalmente la differenza fra strategia et tattica ? Mille grazie in nome del tennis.
ma non riesco a capire la tua domanda,me la puoi riformulare in parole più semplici?…Grazie 
Carmy
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Max
Scusa Carmy…forse sono ignorante
25 July 2010 1:34 pm
Ciao Max & others,
condivido al 100%….anche se ultimamente non riesco a mettere in pratica questi principi.
Ho vinto (con piacere) tante sfide senza giocare colpi spettacolari o veri vincenti!!
Ora cerco questo genere di colpi e li trovo anche…ma in moltio casi che poi sono quelli che mi fanno perdere anche da game con punteggi sul 40-0 per me (anche in risposta) dall’altra parte il mio avversario para si difende e la rimette sempre nel mio campo…aumento il rischio e perdo il punto, e cosi via fino a perdere game, set e infine anchei il match in soli due set perchè mi innervosisco. Sono entrato in questo loop da cui non riescoa ad uscirne….ora il mio tennis è più spettacolare = colpi piatti e potenti, attachi e belle voleè, smash etc-etc…ma nell’ economia del match non chiudo i game e le palle break; poi alla prima che concedo la perdo ed irrimediabilmente mi innervosisco e perdo tutto!!
Cosa posso fare, grazie e ciao da un tuo feedele ammiratore.
Felice
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Max
Il rimedio è semplice (a dirsi…) devi trasformare molti dei tuoi tentativi di vincenti in colpi che siano aggressivi (tendenti a spostare e quindi a provocare l’errore avversario),ma che abbiano un maggior margine di sicurezza.Questo non vuol dire “pallettare”,ma che l’errore avversario non si aspetta,lo si deve provocare.Utilizza più il topspin per questo tipo di colpi aggressivi.Ciao
25 July 2010 10:15 pm
Ciao Max, io sono la causa di questo articolo, o almeno ho dato lo spunto con il mio commento. Ho letto da qualche parte un bell’articolo, che spiega come i pensieri negativi, la fatica mentale la diminuzione della carica motivazionale , sono talvolta la conseguenza di alimentazione errata, mancata integrazione durante il match.che ne pensi?
Giuliano
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Max
Mah….non ho molti elementi per poter dare un giudizio competente,a mio parere possono influenzare sicuramente la prestazione in senso negativo e quindi possono provocare stress mentale ecc.ecc.
25 July 2010 11:59 pm
Scusa Max, la mia frase é un po confusa. Riformulo.
Si parla spesso di strategia e di tattica. Nel tennis, cosa vogliono dire questi termini ?A cosa fanno allusione concretamente ? Essi possono aiutare il giocatore ad avere una visione della partita, un obbiettivo e quindi restare piu concentrati ed anche chiudere la porta ai pensieri negativi?
Grazie della tua pazienza
). Questa è la strategia utilizzo virtualmente ogni volta che scendo in campo.
Carmy
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Max
LA STRATEGIA
La strategia è il completo piano di gioco che il giocatore utilizza durante una partita,diciamo che è la tattica generale del giocatore.Io per esempio ho come strategia di gioco personale il tenere sotto pressione l’avversario da fondocampo facendolo spostare ogni volta che posso (così non corro,che sono lento….
LA TATTICA
La tattica è data invece dai tipi di colpi specifici e dagli schemi che il giocatore utilizza per vincere un punto ed è dettata dal match specifico e dalle sue caratteristiche (superficie di gioco,caratteristiche avversario,stato personale di forma in quel giorno ecc.). Un altro esempio è quello di giocare sul rovescio dell’avversario per portarlo in una situazione di difficoltà,dopo che si è notato la sua debolezza in quel colpo.Naturalmente la tattica deve in qualche modo rispecchiare la strategia generale del giocatore,per cui sarà importante non apportare troppe modifiche alla tattica di gioco rispetto al proprio stile e alla propria strategia generale.
Avere ben chiari nella mente la propria strategia generale (molti non sanno nemmeno che tipi di giocatori sono o vogliono essere!) e la tattica per il match da disputare è molto importante perchè “tiene la mente sul pezzo” e se si è perseveranti a pensare a come produttivamente “portare a casa” la partita si hanno meno distrazioni mentali negative.Ciao
27 July 2010 9:32 am
Grazie Max, finalmente sono al chiaro con queste definiozioni. Son sicuro che mi aiuteranno tantissimo.
Sei veramente l’amico del tennis et dei tennismann.
Bella giornata a te.
Carmy
27 July 2010 11:56 am
Ottimo articolo, il mio approccio mentale, per reindirizzare i pensieri in positivo ed allontanare il negativo ultimamente è questo:
1) Pensare al singolo punto
2) Non pensare avanti nel punteggio (se sono avanti facile non pensare assolutamente che il game/set/match è terminato finchè non lo è realmente)
3) Creare una “routine” per evitare di pensare (ora tra un punto e l’altro mi giro verso la rete del mio fondo campo e sistemo le corde della racchetta, mi rimetto in posizione di risposta solo quando il mio avversario è pronto; in pratica evito di stare sulla linea “a pensare” che fare.
4) La “routine” la applico anche ai cambi di campo (non esasperata come Nadal ahahahah); sedersi bere sistemare la racchetta etc…
5) ASSOLUTAMENTE non pensare ai colpi, in campo, in partita ci si porta quello che si ha in quel momento, NON PROVARE un colpo magari fatto in allenamento, evitare assolutamente di pensare alla tecnica ma giocare il punto nel modo più fluido possibile.
6) Giocare il tennis percentuale, non cercare il vincente subito, anzi non pensare affatto al vincente ma di giocare il colpo con più alta percentuale di riuscita.
Queste sono alcune delle modifiche che sto applicando al mio gioco, prima facevo tantissimi errori gratuiti, questo approccio mi ha permesso di ridurli notevolmente e mi sta permettendo di crescere giorno dopo giorno.
Max hai qualche suggerimento per lavorare in questo senso? Grazie.
Sandro Forbice.
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Max
Sandro….cosa ti posso dire,hai fatto tutto tu.
Complimenti e continua così che è perfetto
30 July 2010 11:30 am
Ciao Max, tutto ok ma sono a sottoporti di nuovo (forse mi è suggita la tua risposta)la stessa richiesta e cioè:nella presa della racchetta le dita hanno fra loro funzioni diverse puoi cortesemente chiarire? Roberto Lombardi ne parlo’
come di un qualcosa che tutti dovrebbero sapere.
Grazie per quello che vorrai e potrai fare per chiarire un il concetto salutoni Zapata
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Max
Ciao Zapata.Di sicuro le dita più importanti ai fini della presa sulla racchetta sono l’indice ed il pollice,tanto è vero che senza le altre puoi abbozzare un tiro corretto,ma senza queste la racchetta non ti sta in mano.Le altre tre sono importanti per la stabilità della racchetta,specie all’impatto ed occorre saper dosare molto bene la pressione di queste sul manico (in alcuni casi specie mignolo e anulare sono semplicemente appoggiati) per impedire che la muscolatura del braccio risulti troppo in tensione facendo perdere fluidità al movimento.
2 August 2010 9:31 pm
Da Michele
Letto con attenzione l’articolo e letto tutti i commenti allegati. Forse ha poco riferimento con l’argomento ma la racconto: Sono in convalescenza a seguito dell’ intervento al menisco. Vado dal fisioterapista e, per 3 ore consecutive, eseguo tutti gli esercizi che gli assistenti propongono e pretendono, con concentrazione e attenzione conscio che mi fanno del bene. Il trattamento specifico sul ginocchio è impegnativo, a volte fino alle lacrime, ma lo sopporto (alla mia età +++ le ossa scricchiolano). Poi, quando torno a casa devo trovare la forza mentale di ripetere tutti i giorni gli stessi esercizi e qui sta la debolezza mentale e la necessità di saperla tenere viva e attenta come se si dovesse giocare una partita di 5 set. Non mollare anche quando nessuno ti controlla, ti consiglia, ti corregge, ti osserva, ecc.. Mercoledì proverò a giocare il primo doppio post intervento. Mi sto preparando come se fosse la finale di Wimbledon. Ciao a tutti gli amici di “iltennista”
8 August 2010 10:00 pm
Ciao Max.
Il mio problema principale in campo è il blocco del diritto. In allenamento è nettamente il mio colpo migliore, mentre durante i match riesco a tirare col rovescio…ma con il diritto mi si blocca il braccio, e questa cosa negli ultimi tempi si è accentuata sempre di più facendomi perdere partite che sulla carta erano semplicissime. Io penso che l’amplificarsi di questo problema sia dovuto ai continui pensieri negativi che mi fanno pensare: “Ora sbaglio il diritto” ecc. ecc. ma io provo a pensare positivo e a sgombrare la mia testa da questi problemi ma non ci riesco. Cosa posso fare?
Grazie in anticipo, da Paolo
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Max
Beh oltre ai pensieri potenzianti dovresti lavorare molto sul miglioramento del controllo della palla di diritto,lavorala di più in top e giocane più che puoi in allenamento.I pensieri positivi si rafforzano se la tua sicurezza tecnica si alza.Ciao